apneaconsapevole.it |
|
Istituto di Dinamica Integrata Psicocorporea (Fe) |
|
Training Mentale e Apnea Apnea Consapevole |
|
a cura di Claudia Alini
Quando Max (il mio compagno) inizia il suo corso di apnea a Varese nel mese di ottobre e mi invita a farlo con lui le mie resistenze si attivano subito: invento mille scuse e continuo a rimandare anche perché l’esperienza, sempre per seguire lui, di approcciarmi alla subacquea due anni fa era stata negativa e dopo essere scesa nel lago di Monate a meno 5 metri avevo deciso di lasciar perdere. Troppa paura. Non avevo quindi voglia di ripetere l’esperienza con l’apnea. Mi ero spesso domandata del perché ci fosse tra me e l’acqua un rapporto cosi difficile; ho sempre nuotato ma fendendo l’acqua, non vivevano il contatto con lei come qualcosa di piacevole. O era troppo fredda, o troppo sporca, o con troppo cloro……. Sempre troppo per me, e poco piacevole. Come deformazione professionale, visto che lavoro nel sociale da molti anni, avevo cercato di capire il perché, facendomi mille domande in proposito e alla fine avevo almeno due ipotesi. Una era collegata al respiro, al mio modo di respirare ansioso, alla paura di mancanza d’aria, di blocco del respiro che mi succede nei momenti di stress e che in acqua nei momenti di nuoto ogni tanto sento come reazione corporea. L’altra era che da piccola ero stata lanciata da un motoscafo nel mezzo del lago di Varese senza aver fatto prima nessun corso e senza avere un minimo di esperienza di nuoto….. Quella paura mi era rimasta dentro e aveva segnato il mio rapporto con l’acqua ravvisabile in tanti piccoli segnali Il primo anno di corso di piscina avevo preso il pesciolino (cioè ero stata bocciata), poi avevo fatto anni di corsi di nuoto e avevo preso le mie stelline(3 STELLE), ma il mio modo di nuotare era veloce, frettoloso, aggressivo; in mare mi sentivo sicura solo con le pinne, avevo problemi con la maschera e il boccaglio e, anche se il mio modo di nuotare era nettamente migliorato, bastava un minimo elemento di disturbo in mare, tipo una medusa, ed entravo in panico. Ma Max, il mio compagno, che mi conosce bene, con astuzia mi ha avvicinato lentamente all’apnea incuriosendomi prima di tutto su quello che sa essere un mio grande interesse - la psicologia e le tecniche corporee - per cui un giorno è arrivato a casa con un libro di Manfredini sull’apnea; poi facendo leva sul mio amore per gli animali (portandomi a vedere con una motonave nel golfo di Bergeggi la sua flora e fauna e a Tarifa in Spagna i delfini in mare aperto) invitandomi infine ad assistere a un incontro a Varese dell’Apnea Academy sulla fauna marina; dulcis in fundo mi ha portato il programma del corso di apnea consapevole di Manfredini del mese di Aprile. Visto che era molto interessante mi sono detta “vado mi faccio un bel week end con Max, stacco la spina rispetto a un periodo stressante sul lavoro, mi faccio coccolare dalle tecniche di maternage (è da una vita che voglio fare watsu e non ci riesco mai) e magari affronto la mia paura dell’acqua. Il mio corpo reagisce subito a questa decisione: becco una bella influenza prima di partire e devo leggere questo segnale corporeo e cioè riconoscere la mia ambivalenza rispetto al corso. Sono incuriosita ma ho anche timori dubbi e una lieve paura di fondo. Già all’arrivo in hotel a Montegrotto però le mie ansie si dissolvono: vedo dalla camera una bella piscina fumante di vapori, scopro che è una piscina termale a 36 gradi e che sarà quella da noi utilizzata in questi due giorni di corso. Quando incontro gli altri corsisti, un gruppo molto eterogeneo di apneisti provetti, principianti, curiosi e non apneisti come me, e Manfredini con la sua equipe - suo figlio Riccardo ed Annalisa - il mio senso di benessere e fiducia crescono. La parte teorica mi sollecita molto e mi fa vedere come in questi anni le tecniche corporee a cui mi sono avvicinata (bionergetica, training autogeno, massaggi vari) sono abbastanza vicine a quelle utilizzate nell’approccio di Manfredini. Ma mentre la mia è stata una ricerca casuale, una voglia di provare, sperimentare e di trovare sempre più una tecnica corrispondente ai miei bisogni e al mio modo di essere, in Manfredini è stata una ricerca razionale, con il chiaro obiettivo di trovare tecniche in grado di permettere al corpo e alla mente uno stato di rilassamento, una maggiore consapevolezza di sé e una maggiore efficacia nel raggiungimento dei propri obiettivi, siano questi sportivi o di altra natura. La parte teorica mi affascina e mi fa sperimentare le molte discipline psico-corporee che Manfredini ha utilizzato, sintetizzando e mettendo in connessione nel suo personalissimo metodo: la bionergetica, la visualizzazione, il cognitivismo, il maternage, watsu, la gestald. Infatti, anche durante le lezioni in aula iniziano gli esercizi pratici di ascolto del proprio corpo, di visualizzazione e di dialogo interno per aiutarsi nel rilassamento e nell’autoconsapevolezza. Poi c’è il contatto con l’acqua, con la calda acqua della piscina termale. Qui il mio corpo mi mostra tutta le paure che riemergono, le rigidità dei muscoli, lo stato di controllo, di allerta, di stress a cui lo sottopongo costantemente. Ma il caldo aiuta a distendere, ad abbandonarsi. Non solo quello della piscina, ma anche il calore del gruppo di lavoro, con il suo silenzio, il totale rispetto, l’assenza di giudizio, la tranquillità e il caldo rapporto che si è creato nei due giorni. Inoltre, la dolce guida di Annalisa e la sicurezza e forza di Lorenzo Manfredini mi conquistano…….e supero il mio problema. Infatti, in un esercizio guidato di apnea, riesco a superare il mio trauma dell’acqua: per la prima volta mi sento accettata e accetto l’elemento liquido, mi rilasso, mi sento sicura e il mio corpo si lascia andare, si abbandona, chiudo gli occhi, svuoto la mente, mi rassicuro con frasi positive e immagini tranquille. Alla fine del corso con Max mi godo la piscina, gioco con lui, con i vari idromassaggi e sperimentiamo insieme le tecniche apprese con una forte affinità e complicità. Arriva troppo presto l’ora di uscire dall’acqua… peccato.
Che bello, ho superato la mia paura dell’acqua, mi sento rilassata, tranquilla, accolta nel suo ambito liquido e soprattutto conosco meglio me stessa, il mio corpo, i miei pensieri negativi. Ma ora anche quelli positivi, quel dialogo interno che posso attivare con me stessa in tutte le situazioni della vita. Che meraviglia! Come allenamento e consolidamento a maggio andrò a Sharm a fare una settimana di immersione nell’elemento acqua ….. sempre insieme a Max e all’immancabile Apnea Academy.
|