apneaconsapevole.it |
|
Istituto di Dinamica Integrata Psicocorporea (Fe) |
|
Training Mentale e Apnea
|
|
Montegrotto, 12 e 13 Aprile 2008
a cura di Alberto Orsi
Sabato 12 Aprile.
Dopo esserci ritrovati attorno alle 6:30 partiamo alla volta di Montegrotto Terme. In macchina siamo in cinque. Io (Alberto), Vanni, Mario, Paola e Andrea. Grazie “all’aggiornatissimo” navigatore di Mario e nonostante la nebbia (ma forse erano i vapori geotermici della zona), giungiamo in perfetto orario all’Hotel Millepini dove si svolgerà lo stage. Check in, reazione fisica (sette atmosfere di pressione vescicale), e siamo pronti a iniziare. Ci attende sul posto Rosmary che aveva optato per una partenza in scioltezza il giorno prima, e a sorpresa incontriamo anche Max e Claudia, e così da Varese contiamo un gruppo di ben 8 elementi J.
Subito Lorenzo Manfredini ci mette a nostro agio. Ci costringe infatti a fare una nostra presentazione a tutto il gruppo. La cosa mi ricorda molto un’ipotetica Associazione Apneisti Anonimi: “Ciao a tutti, sono Alberto, e sono un...apneista!”. In realtà risultiamo un gruppo non solo di apneisti. Ci sono personaggi di ogni tipo: velisti, pugili, yogi, pescatori e tutti dimostrano una grande aspettativa dal corso (e non saranno delusi).
Dopo un prima parte teorica, passiamo a svolgere alcuni esercizi pratici, tutti incentrati sul rilassamento, ma soprattutto sulle strategie per guidare i nostri pensieri e la nostra attenzione. Esercizi che naturalmente si applicano all’apnea, ma che hanno grandi implicazioni nella vita di tutti i giorni. Quello del pollice passerà alla storia. Se doveste mai vedere qualcuno che muove continuamente un pollice mentre svolge dell’altro, non preoccupatevi, non è pazzo, ha semplicemente seguito un corso di Manfredini.
Arriva il momento dell’acqua. Splendidamente calda (36° anche all’aperto). Svolgiamo alcuni lavori di coppia stile “maternage” sotto gli occhi increduli degli ospiti dell’albergo che per qualche momento hanno sicuramemente pensato di essere ad un raduno di omosessuali. E’ bellissimo abbandonarsi e lasciarsi cullare dal proprio compagno (di corso), non altrettanto quando è il tuo turno di cullare un’altro (a me è toccato il Vanni! “Beh chi avresti voluto, le velinie?!?”).
Verso le 14:00, quando ormai tutti i rumori che sento sott’acqua sono i gorgoglii degli stomaci vuoti, lasciamo la piscina per recarci al punto ristoro dove ci aspettano i panini e i dolci che qualche buonanima ha pensato di portare (grazie Annalisa). Ma già alle 15:00 dobbiamo riprendere. Ancora una volta, teoria, esercizi pratici e piscina. Questa volta però proviamo un po’ di apnee statiche con risultati variabili: alcuni migliorano, altri no, ma l’importante è sperimentare quello che abbiamo appena appreso. Facciamo però far notare i grandi exploit di Paola e Rosmary che portano a casa ottimi risultati e i loro volti sorridenti testimoniano il successo delle loro apnee statiche.
Concludiamo la serata con un ottima cena di gruppo assieme al buon Lorenzo, durante la quale ci scambiamo indirizzi, punti di vista, impressioni con gli altri partecipanti. Alcuni si rivelano essere degli autentici personaggi (a volte sin troppo magri).
Finalmente arriva il momento della tanto agognata branda. Siamo in piedi dalle 5:30 e non vediamo l’ora di un buon sonno ristoratore. Un riposo meritato che nessuno riuscirà a interrompere... Ma io e Vanni non abbiamo fatto i conti con il nostro compagno di stanza. Andrea si rivelerà essere un vero doppiatore di motoseghe. Un autentico apneista notturno che interrompe le sue apnee con bordate sonore al limite del sovrumano. Ma nessun problema! Sento che il Vanni sta già applicando le tecniche apprese nel pomeriggio per “integrare” il disturbo e cancellarlo. Naturalmente non riuscirà nell’impresa, ma farà tesoro dalla pratica del corso: mai andare in stanza con Andrea!
“Alcune fonti discordi cercano di minimizzare il fenomeno notturno insinuando al contrario una ipersensibilità uditiva di Vanni e Alberto presenti in stanza, ma con controlli approfonditi abbiamo verificato che i sismografi in zona hanno percepito durante la notte anomali tremori del manto terrestre provenienti dalla camera 119.”
Domenica 13 Aprile
Ore 8:00 risveglio. In realtà vista la nottata eravamo già svegli. Scendiamo per la colazione, con il classico occhio crepato, e ci prepariamo a seguire un’altra intensa giornata di corso. Il programma non cambia. Iniziamo ancora con una parte teorica, qualche esercizio pratico (sempre con l’ausilio del nostro “amico pollice”) e nuovamente piscina dove lavoriamo ancora in coppia e dobbiamo eseguire un esercizio “strano”. Dobbiamo praticamente “affogare” il nostro compagno chiudendogli il naso e spingendolo sott’acqua e sperimentare e rafforzare la fiducia e l’abbandono. Ho visto un lampo malefico negli occhi di Vanni che avrebbe voluto far coppia con Andrea, ma ancora una volta tocca a me.
Segue l’apnea statica questa volta un po’ più spinta alla ricerca del tempo. Alla quarta apnea, grazie ad una incredibile associazione tra i miei pensieri e quello che mi accade intorno (vengo lentamente trasportato per le braccia) riesco a fermare il cronometro sui 5 e 35. Incredibile. Non l’avrei mai detto prima di iscrivermi al primo livello.
Con l’entusiasmo alle stelle andiamo a mangiare i soliti panini e qualche dolce.
Alle 15:00 di nuovo in aula per la conclusione del corso. Manfredini ci riassume il lavoro di queste giornate e ci fa parlare di quello che riusciremo a portarci a casa. Poi ci saluta con un lungo abbraccio che dà ad ognuno di noi. Una vera stritolata di simpatia e una gran voglia di tornare.
Dopo i saluti la giornata in piscina è libera. Il cazzeggio in acqua è totale. Scopro le grandi doti di imitazione animalesca di Vanni che mi snocciola una sequenza incredibile di paguri, gamberetti, ragni subacquei e seppie, mentre io mi dedico alle bolle ad anello che ho dovuto insegnare agli altri. Vedo Paola che tenta di compensare in 50 cm d’acqua, ma come sempre non ci riesce. Sento Andrea che tenta di capire come si russa sott’acqua e vedo Mario che prova a pasturare in piscina: magari si prende qualcosa!
Ma alle 18:00 circa dobbiamo purtroppo riavviarci verso casa. Ci aspetterà un po’ di traffico, ma niente riuscirà a scalfire la grande serenità che ci portiamo addosso.
Cosa dire ancora. A parte il consiglio di partecipare voglio ribadire qui quello che è venuto fuori al corso. L’apnea sta diventanto una vera scuola di vita e sono contento di far parte di un gruppo che avrà molto da insegnarmi non solo a livello sportivo, ma soprattutto a livello umano!
|